Si, finalmente ci siamo: la stampa inizia con la strategia della falsa informazione.
Negli ultimi giorni, le maggiori testate italiane, in primis Il Giornale, hanno attaccato una persona, un politico. Il suo nome è Antonio Di Pietro.
Cosa ha fatto questo omino per scatenare questa congiura? Chi abbia mai infastidito questo parlamentare? E poi, perché solo adesso e non prima si è scatenato il putiferio mediatico?
Bene, ripercorriamo un po’ le tappe della “carriera” da guastafeste di Antonio Di Pietro.
Di Pietro si presenta alle elezioni con il PD, come alleato. A vincere le elezioni è il PDL, e il nostro Tonino va all’opposizione, guadagnando consenso rispetto alle precedenti elezioni. Da subito si delinea una leggera differenza tra il modo di fare opposizione del PD rispetto a quello dell’IDV. Il PD va avanti a suon di parole, l’IDV va avanti al suon di dure proteste e mobilitazioni concrete.
Fino a questo punto nulla di strano. Per la maggioranza, Di Pietro è il solito politico che vuole fare un po’ di chiasso.
Passano i mesi e il governo entra sempre più nell’opera di demonizzazione della magistratura (come facevano gli americani che demonizzavano i comunisti e il comunismo). Più il PDL va sgretolando la costituzione e il CSM, più Di Pietro tuona e organizza manifestazioni.
Fino a questo punto tutto è tranquillo, il governo è tranquillo perché ha la stampa e i mass media dalla sua, e quindi al cittadino non arriva la verità (questo secondo loro).
La mobilitazione vera e propria contro il governo, da parte dell’IDV (e non del PD), inizia dopo la promulgazione del “Lodo Alfano”.
Subito viene indetta la raccolta firme per il referendum e la manifestazione di piazza Navona.
Qui assistiamo ai primi timidi attacchi della stampa, che fa perno sul discorso della Guzzanti per delegittimare la manifestazione.
Ma il governo capisce che l’IDV è un problema serio, quando alle elezioni in Abruzzo arriva al 15%, aumentando a dismisura il suo consenso, e la seconda mazzata arriva quando Di Pietro riesce a raccogliere 1 milione di firme per il referendum contro il “Lodo Alfano”.
Adesso ecco che c’è il finimondo: tutti i giornali inventano storie sugli immobili comprati da Di Pietro, farneticano imbrogli da parte dell’IDV sui rimborsi elettorali, dicono che Di Pietro è indagato a Napoli quando invece non è vero, dicono che è messo sotto torchio dai giudici mentre invece Di Pietro va a fare una testimonianza tranquilla e pacata, Berlusconi intima al PD di rompere con l’IDV (partito eversivo) per avere il dialogo. E poi giù titoloni dei quotidiani: “Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro”. “Gasparri: Di Pietro coniglio”. “Rivolta dei fan di Di Pietro”. “Di Pietro jr. si dimette, ora tocca a Tonino”. “Bondi: non vorrei mai mio figlio in politica”. “Di Pietro, il giallo dei rimborsi elettorali”. “Di Pietro nei guai vuol depistare e sforna referendum”. “La verità sulle case di Di Pietro”.
La maggioranza ride, sghignazza tranquilla, perché avendo la stampa dalla sua, presto il popolo cambierà idea sul paladino della giustizia e il suo consenso crollerà di botto.
Diciamo che l’idea non è male, ma non fanno i conti con INTERNET. Si, i politici non hanno ancora capito che nell’era di internet, l’informazione non circola più tra i quotidiani e i TG, ma passa tra i vari blog, newsgroup, mailing-list. La vera informazione è il passaparola.
Più loro attaccano, più Tonino si difende a suon di carte bollate (e non solo a parole, come diceva qualcuno “fatti non pugnette”).
Di Pietro instaura pure un dialogo “epistolare” con il direttore di Libero, rispondendo alle domande con puntualità, precisione e accogliendo le critiche (tanto è vero che cambia la gestione patrimoniale dell’IDV), e soprattutto parlando documenti alla mano (non sondaggi alla mano).
Adesso la gogna mediatica andrà avanti fino all’annientamento di questa persona che si batte per la legalità. Noi abbiamo resistito fino adesso, e resisteremo fino alla fine.


Energico, sì, mi piace: attento al SI (x sì), ma va bene, si, sì, siiiii… eccì! salute, grazie, prego, arrivederci, a presto, SI’!